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  LA STORIA
Roccabianca, Comune in provincia di Parma, si trova a 72 metri sul livello del mare e dista 29 km. dal capoluogo di provincia.
La popolazione, al censimento 1991, è di 3.257 abitanti.
E' uno dei numerosi paesi che sorgono nelle vicinanze del Po, in quella fascia di pianura alluvionale chiamata Bassa, a destra del grande fiume, e racchiuso tra i torrenti Stirone e Taro.
E' raggiungibile da Parma tramite la provinciale n. 10 Parma Cremona, oppure tramite l'antica Provinciale Padana.
I contatti con la Lombardia, sponda cremonese, sono favoriti dal ponte sul Po fra Ragazzola e San Daniele.
Non è da sempre che Roccabianca porta questo nome.
Pare che il primo nucleo abitativo del centro sia da rintracciare nel vicino villaggio di Rezinoldo o Arzenoldo, e che troviamo nominato per la prima volta in un diploma di Federico Barbarossa, come facente parte del feudo di Oberto Pallavicino.
Un re scritto di Arnolfo dell'894 chiarisce come le terre di Fossa e Stagno fossero a quel tempo di proprietà della Chiesa di Parma, mentre in un diploma di Enrico IV, datato 1058, compare il nome della famiglia Borgi o Da Borgo, di Cremona, quale detentrice di numerosi diritti sulle pertinenze di Stagno e Tolarolo.
Nella contesa tra i Pallavicino, della marca bussetana e i Rossi, conti di San Secondo, che si protrae lungo tutto l'arco del XIV e del XV secolo, i primi si appropriano di Zibello e Rezinoldo, che nel 1417 viene bruciato.
Nel 1449, però Francesco Sforza conferma solennemente la proprietà dei Rossi sulle terre contese. E' a questo punto che entra in scena Roccabianca: Pier Maria Rossi, infatti attorno alla metà del secolo, fa erigere un castello nei pressi di Rezinoldo, a difesa delle terre che possiede presso il Po. Secondo alcuni il suo nome deriverebbe da quello di Bianca Pellegrini, per la quale il Rossi, suo amante, avrebbe in realtà fatto costruire il castello.
Francesco Luigi Campari, il maggiore storico del paese di Roccabianca, invece, sostiene che il nome della rocca deriva dal fatto che essa fosse interamente intonacata di bianco e a questo proposito cita cenni storici.
Si pensa che, nell'attuale dislocazione del paese, vi sia stato, come si deduce da alcuni reperti archeologici, un insediamento romano. Il territorio certamente fu proprietà della Chiesa di Parma ed intorno all'XI sec. appartenne alla famiglia Da Borgo. Nel 1375 Rolando Rossi acquistò da Cabrino Da Borgo tutte le terre che questi possedeva tra Parma e Cremona, mentre i Pallavicino acquistarono da Rodoligo Da Borgo i possedimenti che questi deteneva nelle stesse zone.
La contesa tra le due famiglie feudali si fece aspra e occupò il XIV e il XV secolo finchè Pier Maria Rossi, con la costruzione di un castello, in luogo di quello di Rezinoldo (o Arzenoldo), distrutto dai Pallavicino, a difesa delle sue terre nei pressi del Po, fondò in pratica Roccabianca e pose un baluardo sufficientemente fortificato contro le altrui scorrerie. Successivamente il territorio passò ai Pallavicino, poi ai Rangoni fino al 1762; da questa data il territorio fu variamente suddiviso e le proprietà parcellizzate; il castello ne seguì le sorti fino a fine '800 quando fu acquistato dalla famiglia Facchi di Brescia. Attualmente è in possesso della famiglia Scaltriti, proprietaria della distilleria Faled. Il nome del paese sembra derivare da Bianca Pellegrini d'Arluno per la quale Pier Maria, suo amante, avrebbe fatto costruire la Rocca; voci discordanti sostengono che il nome derivi dal fatto che il castello fosse, già dalla costruzione, interamente intonacato di bianco.
Frazione di Roccabianca, è un piccolo paese di circa 1000 abitanti che si raccoglie su un lungo ed ombroso viale di tigli che parte dalla strada provinciale Parma-Cremona per arrivare alla chiesa di San Martino, un edificio costruito nel XVI secolo.
La frazione è conosciuta per aver dato i natali a Giovannino Guareschi, disegnatore, giornalista, umorista e scrittore, la cui casa natale si trova sul lato destro della piazza "Grande".
Nel mezzo il busto in bronzo di Faraboli, mitico personaggio della Bassa che ispirò la figura di Peppone.
Dall' altra parte della piazza, la sede dei "simpatizzanti" di G. Guareschi.
Notizie e tante immagini anche antiche del paese si possono trovare sul sito
mondopiccolofontanelle.
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