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LA ROCCA |
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Il castello o Rocca, fulcro
del sistema urbanistico di Roccabianca, è in pratica il
punto d'incontro di tutte le strade di accesso al paese.
In particolare l'antica via Provinciale Padana si apre
quì, |
| perpendicolarmente alle mura, nell'antica
Piazza del Mercato, oggi piazza Minozzi, che rivela la
sua funzione di servizio al maniero feudale; la sua forma
a ferro di cavallo allungato e la struttura interamente
porticata derivano da una sistemazione settecentesca.
La Rocca è separata dall'area antistante da un tratto
di mura superstiti della prima cinta ( originariamente
sembra che dovessero essere tre). |
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Attraverso le mura si accede
a quello che una volta era il fossato e tramite un ponte
in muratura che sostituisce il precedente ponte levatoio,
all'ingresso vero e proprio sopra il quale campeggia lo
stemma dei Rangoni e dei Pallavicino. |
| La pianta è asimmetricamente quadrangolare
e questo si nota anche nella facciata dove l'ala a sinistra
del portale è più bassa: probabilmente questo fatto è
dovuto al fatto che la costruzione(1450)avvenne in due
tempi: la parte sinistra, con il mastio e il torrione
angolare della facciata fu costruita per prima, mentre
la parte destra e il torrione posteriore fu fabbricata
successivamente. |
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Originariamente l'interno era completamente affrescato mentre
ora restano alcuni bei soffitti a travetti dipinti con festoni,
putti, allegorie e simboli araldici dei Rangoni e alcuni soffitti
a cassettoni della fine del '400. Un tempo la sala con volte
a crociera della facciata ospitava la "Camera della Griselda",
una stanza che Pier Maria Rossi aveva voluto decorata con la
centesima novella del
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Decamerone di Boccaccio e col
soffitto con un dipinto astrologico riferentesi alle proprie
gesta. Gli affreschi, stesi con la tecnica della "terra
verde", illustrano, con grande fedeltà al testo letterario,
in 24 scene, la novella di Griselda, figlia di un pastore
e sposa del marchese di Saluzzo onorata come marchesa
da questi e dai sudditi solo dopo aver provato a lungo
la propria devozione e pazienza. Gli affreschi furono
staccati e venduti nel 1897/98, ora si trovano, visibili
al pubblico, al Castello Sforzesco di Milano. La Rocca
è attualmente in fase di lento restauro ma è comunque
visitabile previo accordo con i proprietari. |
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