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L'avvocato Risponde |
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| Mittente: Anna |
Data: 19/02/2003 |
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| D. Gentile avvocato , convivo felicemente da molti anni . Vorrei tutelare i diritti del mio partner e garantirgli il possesso dei miei beni, anche se di modesto valore , in caso di morte . Cosa devo fare?
I miei genitori hanno diritto di eredità anche se io nomino unico erede il mio convivente ?
Grazie per la cortese attenzione , distinti saluti Anna.
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| R. In base al disposto ex art.568 c.c. “a colui che muore senza lasciare prole, né fratelli o sorelle o loro discendenti, succedono il padre e la madre in eguali porzioni”.
Pertanto le disposizioni testamentarie con cui si attribuisce la qualità di erede ad un soggetto diverso da quelli indicati nella norma non possono escludere i cosiddetti legittimari, a cui la legge attribuisce una quota del patrimonio del defunto.
Pertanto un testamento con il quale Ella indichi proprie erede l'attuale convivente è da ritenersi lesivo dei diritti di successione dei Suoi genitori i quali avranno quindi la facoltà d'impugnare il testamento con azione di riduzione o darvi acquiscenza accettando di rispettare comunque la volontà del testatore.
Evidentemente tale situazione muterebbe completamente nell'ipotesi in cui il Suo attuale convivente divenisse Suo marito.
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